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Catechesi degli adulti
Anno 2019-2020. La Prima Lettera di Giovanni

Priva di intestazione, questa lettera, attribuita all'evangelista Giovanni, è in realta molto simile a un'omelia o a un trattato teologico, forse destinato a circola­re tra le varie Chiese dell'Asia Minore legate alla tradizione giovannea.
Buon co­noscitore della lingua greca, l'autore rivela però una matrice giudaica e un oriz­zonte legato a temi già presenti nel quarto vangelo, anche se impostati in modo nuovo e originale, e riproposti nel contesto delle prime eresie gnostiche.
Dopo la solenne professione di fede nell'incarnazione di Cristo presente nel pro­logo, questo scritto sviluppa nei capitoli 1-2 l'antitesi "luce-tenebra", come appa­re dall'iniziale definizione di Dio, luce priva di qualsiasi tenebra (1,5). La succes­siva serie di capitoli (3-5) è dominata dal tema dell'agape, cioè dell'amore, che è un'altra definizione di Dio (4,8.16). Da lui, infatti, promana l'amore che si incar­na nel Figlio suo Gesù Cristo, pronto a dare «la sua vita per noi» (3,16).

Trasformato dalla forza dell'amore divino in figlio di Dio, il cristiano ha un
unico impegno da praticare, quello dell'amore fraterno ( 4,20-21). Si leggono, co­sì, tutta la storia della salvezza e tutta la morale alla luce di questa realta fonda­mentale, l'agape, che ha avuto il suo segno visibile più alto nella Croce di Cristo, sorgente da cui scaturisce l'amore continuamente effuso nella Chiesa.
C è, però, un altro appello che risuona in modo vigoroso in questa lettera, ed è
quello alla fede nell'incarnazione di Cristo. Cominciavano, infatti, a serpeggiare
alcune false dottrine che negavano Gesù Cristo venuto nella carne (4,2) , considerando ciò una umiliazione indegna del Verbo Eterno, del Figlio di Dio. Questa profonda omelia o trattato si propone, dunque di ribadire due punti capitali del cristianesimo, la purezza della fede e la pienezza dell' amore.

L'autore
L'autore della lettera non dichiara mai il proprio nome. La tradizione antica e le caratteristiche del pensiero e dell'insegnamento dello scritto attestano l'identità di questo autore con l'autore del vangelo di Giovanni: se non è il figlio di Zebedeo, deve trattarsi di persona a lui assai vicina. È quindi lecito parlare di un autentico scritto "giovanneo". Il confronto della lettera con il quarto vangelo fa pensare che probabilmente (ma la cosa è discussa) sia stato scritto prima il vangelo e che la lettera applichi l'esempio e l'insegnamento di Gesù alla situazione delle comunità cristiane contemporanee, nell'area soprattutto dell'Asia Minore, in particolare di quella efesina. Il tempo di composizione dello scritto sarebbe allora di poco posteriore a quello del vangelo: negli ultimi anni del primo secolo.



Gli incontri si terranno:

* il secondo mercoledì del mese presso la Chiesa di S Francesco di Paola alle ore 18,30.

* una domenica al mese, ore 17,00, presso alcune famiglie della parrocchia

Recapiti telefonici dei referenti:

- don Giovanni (tel. 055-2298638)

- dott. Marco Lantieri (tel. 055 222061)




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