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Pellegrinaggi - Turismo
Il pellegrinaggio è la forma più antica ed universale di religiosità , conosciuta e praticata sia presso i popoli cristiani che tra quelli di altre religioni.
Per la Chiesa Cattolica è un mezzo particolarmente valido di promozione umana e di evangelizzazione anche per il forte richiamo che esso esercita sui non-praticanti.

L'organizzazione dei pellegrinaggi è di competenza dell'Autorità  Ecclesiastica alla quale spetta dare la giusta impostazione pastorale, predisponendo un'adeguata assistenza religiosa e spirituale a mezzo di sacerdoti preparati e di animatori laici.

Collaboratori del parroco nel settore del Turismo-Pellegrinaggi sono il Signor Roberto Gonnelli e la Signora Claudia Wolf .


Link utili

Opera Romana Pellegrinaggi
Via della Pigna, 13/a - 00186 Roma
tel. 06.698961 fax 06.69880513
L'Opera Romana Pellegrinaggi è un'attività  istituzionale del Vicariato di Roma, Organo della Santa Sede, alle dirette dipendenze del Cardinale Vicario del Papa. L'organizzazione pastorale e tecnica ha sede nel Palazzo del Vicariato in via della Pigna 13 a Roma e ha lo scopo di promuovere e organizzare pellegrinaggi e altre iniziative di cristiana pietà  verso i Santuari di Lourdes, di Fatima, di Santiago di Compostela, di Czestochowa, di Terra Santa; verso luoghi di particolare interesse culturale, spirituale ed ecumenico; servizi di accoglienza a Roma e in Italia, di assistenza negli itinerari religioso-culturali e nei pellegrinaggi in favore di diocesi, parrocchie, enti pubblici, associazioni ed istituti religiosi in Italia ed all' estero.

Turishav. Agenzia per il turismo della Diocesi di Firenze
Piazza S.Giovanni, 4 - 50129 Firenze
tel. 055/292237 - fax 055/216003
Costituita alla fine degli anni '70, con l'obiettivo di fornire un servizio alla comunità  ecclesiastica fiorentina, in termini di organizzazione di viaggi e pellegrinaggi, Turishav continua ancora oggi la propria attività  di Agenzia viaggi e Tour Operator della Diocesi di Firenze, rivolgendosi sia a gruppi che a singoli (anche con preventivi a richiesta).
Offre inoltre servizi ricettivi a gruppi o singoli che intendano soggiornare o semplicemente transitare da Firenze.

Dal documento Parrocchia e Pastorale del Turismo. Sussidio pastorale

Parrocchia e turismo. Orientamenti pastorali

L'incontro tra parrocchia e turismo segna il momento della prova di fede e della prova di resistenza pastorale. La parrocchia è certamente messa in questione, è interrogata, è costretta a ripensarsi e non solo per il turismo che avviene sul suo territorio ma per i suoi fedeli che fanno essi stessi turismo attivo.
Si evidenzia subito una duplice responsabilità  pastorale della parrocchia: quella che intende 'educare' al turismo per una fruizione degna dell'uomo e del cristiano; e quella che mira ad 'accogliere' i turisti, secondo uno stile fraterno ispirato dal vangelo. La prima si estende nel tempo ordinario del lavoro, l'altra nel tempo straordinario della vacanza.
Alla pastorale del turismo è richiesto lo sforzo di determinare concretamente questa responsabilitè , di trovare le modalitè  e gli strumenti perché la Chiesa sia Chiesa del vangelo per chi parte e Chiesa dell'accoglienza per chi arriva, sia verso i fratelli della medesima fede che verso fratelli di altre confessioni cristiane. Proprio nel tempo del turismo i cristiani possono reciprocamente riconoscersi e lodare l'unico Signore e stabilire rapporti rispettosi con i credenti di altre religioni.

Offriamo ora alcune annotazioni di come dovrebbe presentarsi ed essere una 'parrocchia nel turismo'.

1. Radicata nel territorio
Nel contesto del turismo, variegato e sottoposto a continui mutamenti, la parrocchia deve saper concretizzare sul territorio la sua identità  di comunione, di annuncio, di servizio. Strutturalmente collegata alla complessa realtà  territoriale, la parrocchia qualifica la sua vivace partecipazione al movimento turistico, ne interpreta le attese, cerca di corrispondervi con linguaggi nuovi e adatti alla situazione di itineranza "missionaria" ed ecumenica.
Così deve saper inventare iniziative appropriate sia sotto il profilo spirituale che culturale, civile e sociale. In tal senso tra pastorale ordinaria e pastorale del turismo non si interpongono elementi di discontinuità  ma di integrazione, di complementarità , di interrelazione, tanto da costituire un'armonica unità  pastorale nella diversità  dei tempi, delle circostanze, delle proposte.
E' fuori dubbio che non bisogna confondere la parrocchia con altre agenzie allocate sul territorio aventi funzioni specifiche all'interno del mondo turistico, né con loro entrare in competizione. La parrocchia infatti "è fondata su di una realtà  teologica, perché essa è una comunità  eucaristica, è una comunità  di fede e una comunità  organica" . Quindi nel suo incontrare il turismo non perde affatto la sua piena e inconfondibile natura di comunione e di missione, di annuncio e di testimonianza.
Coerentemente la parrocchia nel turismo non mira solo alla cura delle persone stabilmente residenti ma si pone l'obiettivo di incontrare quelle "categorie di fedeli che non sono raggiunte dalla cura pastorale ordinaria. Infatti molti luoghi e forme di presenza e di azione sono necessari per recare la parola e la grazia del vangelo nelle svariate condizioni di vita degli uomini d'oggi, e molte altre funzioni di irradiazione religiosa e d'apostolato d'ambiente, nel campo culturale, sociale, educativo, professionale" vanno con perspicacia esperite e vagliate.
Il vasto territorio diventa indicatore di scelte pastorali, così come la vasta eterogeneità  delle persone che lo abitano, sia pure saltuariamente, esprimono i punti-luce di specifico intervento pastorale che spazia dalla proposta di cammini di fede, agli itinerari di storia e cultura, all'offerta di spazi e tempi di incontro conviviale e fraterno.

2. Caratterizzata dall'evangelizzazione
Il compito dell'evangelizzazione richiede di aprire nuove strade al vangelo, di instaurare nuovi rapporti con la gente, di offrire nuovi contenuti ai servizi pastorali tradizionali. Per questo la pastorale del turismo storicizza prima di tutto una visione di Chiesa e poi concretizza una coerente attività  di Chiesa.
Parola e sacramenti, ascolto paziente delle persone, silenzi contemplativi, prolungata lectio divina, valorizzazione della pietà popolare e altro possono rappresentare il canovaccio ideale di un programma pastorale incentrato sull'incontro con Dio, sulla bellezza eloquente del creato, sulla memoria effettiva della tradizione .
Dall'autoconsapevolezza ecclesiale nel turismo si svilupperanno creativamente forme adeguate di presenza, di testimonianza e di diaconia, perché dal suo tesoro la Chiesa, come lo scriba del vangelo, sa trarre "cose nuove e cose antiche" (Mt 13,52), assecondando la "voce" dello Spirito e la sua sapienza secolare.
Lo 'stile missionario' della pastorale del turismo avverte che è doveroso e necessario operare una sorta di 'conversione pastorale', tale da esaudire le domande della gente nella loro specifica e diversificata condizione spirituale. Forse sarà  domandato di lasciare schemi pastorali desueti e di intraprendere strade e metodi nuovi.
Occorrerà  scommettere sulla potenza sorprendente del vangelo e affidarsi alle profonde ispirazioni dello Spirito, mettendosi in ascolto della parola di verità , scrutando i segni dei tempi.

3. Segnata dall'accoglienza nella fede
In tal modo la parrocchia, se ha ben compreso il suo compito, troverà  le proposte idonee di mobilitazione e di attivizzazione nel mondo del "suo" turismo. Nella linea dell'accoglienza, se questa è scelta programmatica, dovranno concorrere la liturgia e la catechesi, la formazione etica, la proposta culturale e la testimonianza della carità , come tempi di grazia a incremento spirituale dei fedeli turisti.
La parrocchia è infatti invitata a offrire le condizioni ottimali per la vita cristiana nel turismo, rivedendo e ristrutturando quelle solide basi che edificano la pastorale ordinaria, secondo il principio della flessibilità  controllata e del sapiente adattamento di tempi, di orari, di forme comunicative.
Dunque ciò che qualifica la pastorale del turismo sarà il diverso modo di proporre e vivere i contenuti perenni della fede nei diversi ambiti di vita personale e comunitaria, nei gruppi parrocchiali, nelle iniziative di carattere generale, in modo che la parrocchia manifesti l'immagine rassicurante di 'comunità  aperta e fraterna', il suo 'volto materno', ricco di simpatia e di affettività , proprio di una comunità  'casa e scuola di comunione' .

4. Dedicata al servizio
Il centro propulsore, che progetta e anima la pastorale del turismo, non può non essere il Consiglio pastorale parrocchiale. A nulla tuttavia servirà  la preziosa fatica del Consiglio, se la parrocchia, nella complessità  e nella articolazione delle sue componenti, non si sentirà  interamente investita di un compito, ben interiorizzato e non soltanto annunciato, che la riguarda direttamente.
Servire gli ospiti, porsi in un'attitudine di cordiale ascolto, soccorrere chi é nel bisogno, soprattutto spirituale, costituisce già un'autentica testimonianza, senza bisogno di strafare. La comunità  cristiana infatti, attraverso una specifica programmazione, una corretta informazione, un'efficace comunicazione, si rende protagonista con iniziative puntuali e mirate alla persona e alle persone, secondo uno stile di servizio.
In tale linea, grande aiuto viene alla parrocchia da una matura collaborazione con le Associazioni turistiche di ispirazione cristiana che, con il loro sostegno, ravvivano il tempo della vacanza con iniziative culturali, sociali e solidali.


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